Pomerini, il cui nome ufficiale è Ng'uruhe, è un villaggio a 1850 mt s.l.m e si trova nella zona degli altipiani meridionali della Tanzania (Africa orientale), a circa 58 chilometri di distanza da Iringa, la principale città e capoluogo del distretto.
La realtà prettamente rurale si caratterizza per lo scarso collegamento infrastrutturale che peggiora durante la stagione delle piogge. L’attività principale è l’agricoltura che ha carattere di sussistenza e solo in minima parte fornisce produzioni destinate alla vendita. Lo scarso apporto calorico del mais bianco, produzione di maggior rilievo in zona, fa sì che circa il 50% della popolazione sia in condizioni di insicurezza alimentare (MAWAKI, 2015).
La popolazione locale, secondo gli ultimi dati disponibili è superiore alle 4.000 unità, delle quali, il 45% circa ha meno di 15 anni. La situazione sanitaria è critica, con alti tassi di mortalità materno ed infantile, gravi forme di malnutrizione e disabilità e una larga diffusione dell’AIDS.
L’ aspettativa di vita media non supera per gli uomini i 42 anni; dal 2009 in poi, inoltre, si e’ registrato un aumento del 20% del numero di orfani. Il villaggio ha a disposizione un solo presidio sanitario, in grado di fornire assistenza minima soltanto per le patologie più comuni.
IL CONTESTO EDUCATIVO
Nonostante negli anni più recenti il governo tanzaniano e i cittadini abbiano sviluppato una forte consapevolezza dell’importanza dell’educazione e siano stati effettuati diversi interventi per un miglioramento degli standard educativi, l’organizzazione della scuola pubblica primaria, gratuita e obbligatoria, presenta ancora molte lacune strutturali. Si registra infatti una scarsa qualità dell'istruzione in termini di carenza di insegnanti qualificati, materiali educativi inadeguati, scarsa sicurezza scolastica e mancanza di servizi per l'infanzia con bisogni educativi speciali.
A livello nazionale, quasi il 30% dei bambini di età compresa tra 7 e 17 anni non frequenta la scuola; queste percentuali variano molto in base ad alcuni fattori sociali particolarmente incidenti nella realta’ di Pomerini, quali provenienza da famiglie povere e/o in condizione di disagio, disabilità, orfani.
Il sistema educativo nel villaggio di Pomerini vede la presenza di due strutture scolastiche primarie e di una struttura secondaria. Il bacino di utenza di questi istituti e’ circa 950 bambini e bambine, seguiti da 35 insegnanti.
In questo contesto l’educazione non formale non viene percepita come parte indispensabile del curriculum scolastico, non viene riconosciuta l’attività di gioco organizzato come un attivita’ in grado di stimolare le capacità motorie ed intellettive dei bambini e delle bambine. Lavorare in gruppo, organizzare il pensiero, avere degli obiettivi e stimolare al ragionamento ed alla soluzione dei problemi sono elementi fondamentali per lo sviluppo dei bambini, che vengono però completamente ignorati dal contesto educativo formale.
Anche il contesto familiare non fornisce alcun supporto alle attivita’ educative. Numerosi fattori minano la continuità educativo-didattica fra scuola e famiglia: condizioni di povertà estrema, matrice culturale che non riconosce l’educazione come strumento di emancipazione e disagio sociale dilagante che coinvolge numerosi nuclei familiari. Infatti, su circa 500 nuclei familiari presenti nel villaggio, il 10% sono segnalati presso i servizi sociali in quanto famiglie "multiproblematiche”. Si registrano in questo senso manifestazioni di disturbi di tipo psicologico, fisico e sociale.